ULTIMA CROCIATA (L') - VENA PATRICIA M.

ULTIMA CROCIATA (L')

VENA PATRICIA M.

LIBRATI

10,00
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Dettagli

  • Settore: NARRATIVA
  • Prezzo di listino: 10,00
  • Disponibilità: Disponibile in libreria
  • ISBN: 9788887691139

Quarta di copertina

Un diario. Il diario di una donna. Pagine disperate e pagine di speranza, dove le parole non incontrano storie di amori infelici e non trovano giornate vuote da colmare con la scrittura. L'ultima crociata" di Patricia Vena è il grido di una piccola donna rivolto ai potenti, l'interrogativo di un essere umano che non smette di pensare perché non vuole accettare una guerra che "riesce ad abbrutire ogni cosa, perfino l'autunno. Patricia Vena, con la sensibilità propria di chi ha conosciuto l'abbandono della sua terra ed il difficile inserimento in una società, la nostra, ricca ma, come un moderno Narciso, chiusa in se stessa a rimirare solo la sua splendida ed effimera immagine, ha voluto renderci partecipi, noi gente dell'occidente forte ed arrogante, dei suoi giorni, lunghi un anno e più, trascorsi tra le tante attività giornaliere, ma scanditi dal rintocco macabro dalle notizie di guerra.Da quel giorno, 11 settembre 2001, che ha segnato un profondo "limes" nella storia, un lungo cammino è stato percorso, chiuso dal cerchio dei nuovi venti di guerra della primavera del 2003. Un viaggio interminabile, quello di Patricia, che parte dal 22 settembre 2001, da quella terribile frase di Bush "Dio non è neutrale, ma protegge gli Stati Uniti". Un brivido percorse allora tutte le anime sensibili e quella di Patricia non ne fu immune. Poi i giorni si susseguirono, tra le notizie dei giornali e le immagini della televisione e Patricia non smise mai di scrivere: scrisse di bambini, scrisse alla Fallaci, scrisse i suoi dubbi sulla pace e sulla guerra e scrisse ancora. E la sua scrittura, il suo stile cambiavano man mano che i giorni si rincorrevano, come a non far sembrare tutte uguali quelle notizie e quelle immagini, perché da terribili ed angosciose non si trasformassero in familiari, per cadere nel pozzo dell'oblio della quotidianità. Le poesie, la prosa letteraria, le lettere, le parole dolci ed i pensieri crudi, insieme con lei, in queste pagine, ripercorrono un anno intero di quest'inizio millennio, un anno di guerra lungo più di 365 giorni, un anno che non si è ancora concluso. Patricia guarda dentro i suoi ricordi, le sue letture, il suo vissuto culturale, ed ecco affiorare Riccardo Cuor di Leone, le Crociate, Excalibur, Orwell. Tutto è già accaduto, tutto è stato previsto, nulla è cambiato nella "guerra dell'assurdo", ma... not in my name", io non ci sto.E poi il suo linguaggio, semplice asciutto accorato straniero, un linguaggio che esprime il suo modo di essere, la storia della sua gente che è diventata la storia di un mondo senza pace. E tra le righe del diario di Patricia aleggiano le parole di un grande poeta che ha osato scrivere della guerra: "La mia poesia è nata in trincea (...) la guerra improvvisamente mi svela il linguaggio (...) io dovevo dire brevemente con parole che avessero avuto un'intensità straordinaria di significato, tutto quello che sentivo". E' la voce di Giuseppe Ungaretti.